sabato 21 novembre 2009

La dimenticatrice.

Ama pensare più che sapere
sapere più che essere
essere più che avere

e ama dimenticare e sbagliare da capo

E' diventata un'ottima dimenticatrice
il che non vuol dire che non si ricordi
è un po' come mentire

è solo un po' come mentire

ma l'oblio in cui lei si culla esiste
da sempre
per far sentire gli uomini immortali

immortalare la gioia
gioire la vittoria
vincere il terrore
terrorizzare il sistema
sistemare un futuro
futurare una rivoluzione
rivoluzionare

l'esistente

esistere.

Ed ubriacarsi davanti al mare.

Chè a
ricordare
la finitudine
che ci portiamo dentro
Non dovremmo neanche star qui a vivere.

sabato 14 novembre 2009

14 e mezzo.

Quando per l'emozione io non ero niente
Quando pensavo che chiunque avesse certe scarpe
fosse di conseguenza una persona interessante
quando avevo idee più rigide e più facili
e mi sentivo ben rappresentata
dai capi non eletti degli irrappresentabili
quando ero più felice e più speciale
quando ero più immatura e più reale

Avevo già capito tutto di te.

E' stato certo un errore
insistere per scavalcare le apparenze.
Al prossimo sfigato
me ne devo ricordare.
I bambini hanno ragione,
quasi sempre.

sabato 7 novembre 2009

quattordici e rotti.

Bisogna risparmiare un sacco d'energia
(lo so, ho un futuro da mettere a posto)
ma mi è caduta dalle mani una poesia

e si è incrinata sul quaderno rosso
ma non importa, non che ci tenessi
era solo un vecchio ricordo di domani
niente di nuovo sotto il sole gioia mia
come sei bello quando non mi ami

Per noi gente di poche parole
fa meno freddo a stare soli

Ed è ancora più dolce
la compagnia
ma che vuoi farci
se sono una che sa quello che non vuole
se a un certo punto della storia io ero triste.

Io sono una che sa quello che non vuole,
che cosa vuoi che sia.

Bisognerebbe scrivere un manuale
per non piangere
per accettare il limite.

domenica 1 novembre 2009

S.

Un occhio gonfio e l'altro incavato

Morire di morte violenta

morire di stato.

Ma è inutile che scriva.

Come se ci fossero parole.

giovedì 29 ottobre 2009

sveglia

c'è un nuovo pazzo
sulla strada
fino a scuola
sbraita di sesso
mi sputa addosso

Napoli delle sette
profuma di cornetti

l'asfalto torna pigramente asfalto
è un letto scomodo di notte in notte

per i suoi ospiti non c'è caffè.
Il problema sai qual è? Sembrano dire
Non che dormiamo per la strada,
ma che per strada non si può dormire.

E noi gente per bene si ha paura
di non saper spiegare i sogni alla realtà.

Si resta chiusi
nei centri asociali
per la paura di restare soli
e senza nemici.

sabato 17 ottobre 2009

Oltre.

Accendo una speranza senza filtro
dietro l'altra
dopo però mi manca il fiato
per correre contro
questa repubblica affondata sul lavoro
dove insieme alle scuole
il governo ha tagliato
anche l'etica più elementare
e lo vedi negli occhi del bambino in ospedale
che ti guarda ti abbraccia e poi ti dice
-tu da grande che vuoi fare,
io voglio una piscina piena di ragazze
e voglio guadanare bene
ma non voglio studiare-
e allora pensi è tutto da rifare,
ho tanta rabbia a casa
da consumare
andiamo nel mondo a cercare dei sogni
non costa niente immaginare
un po' più oltre la realtà

e non restiamo qui,
dove in bilico si sta
tra il nichilismo e il terrorismo si sta
come i vecchi veterani delusi
di una battaglia
che non abbiamo combattuto noi.

martedì 6 ottobre 2009

la sconfitta

Io non credevo
non credevo che fosse
possibile io non potevo
non potevo davvero
davvero immaginare io

io ora che ho scoperto
ho scoperto che non posso
non posso fare niente
niente contro il passato

niente contro lo stato
lo stato di cose

ora che ho scoperto.
che la mia teca di vetro
non mi sta più.

vorrei soltanto
soltanto scomparire

scomparire per sempre.

capito?