martedì 27 dicembre 2011

ho traslocato su noblogs, un luogo che si prende un po' di grafica e sbrillucchichii, ma mi restituisce la paternità delle mie opere inutili.
Con il tempo imparerò a rendere graficamente accettabile anche questa nuova casa.
Baci a tutti quelli che mi hanno seguito senza ridere di me alle mie spalle.
A tutti gli altri, ridete che fa bene.
Cercatemi a www.lapiccoladelirio.noblogs.org, e se lasciate un commento, giuli vi darà sempre un bacino.

venerdì 23 dicembre 2011

cinque euro

se

un'ora

cinque euro

una vita
quanto vale?

assassinati
da assassini in regola

morire

è sempre uguale.

domenica 20 novembre 2011

il buffo limite

imparare cinque lingue

e non usarne
nessuna
per dire

ti amo

è il buffo limite

di questa gente
così uguale a me
che dice solo

io sto bene
qui
con te
e che rivendica
pretende
insegue

tutto quello

che già c'è

domenica 13 novembre 2011

la caduta

la condizione di equilibrio
chimico
ha in sé l'inesorabile
effetto della stasi

meglio bruciare
che restare uguali

nel tempo

non scendo

a patti di

stabilità

a questo
preferisco
il rischio
la caduta

lunedì 17 ottobre 2011

è che io voglio dire il nome delle cose

a nord di qui lo zaino a righe nero
è stato tutti i giorni casa mia
svuotarlo è stato il mio solo partire
ora ne ho una tremenda nostalgia
vorrei guardare
la città negli occhi
e dirle
è stato bello ma non ti amo più

ma come fai?
con questo mare e queste strade
come fai?

tornando a casa
facevamo il gioco
di pensare ad una cosa
e indovinarla
senza dirne il nome
una volta mi distrassi
-la luna-
dissi
e persi.

E' che io voglio dire il nome delle cose

e invece qui si gioca sempre a questo gioco
e non ho cinque anni
ormai
mi dà la nausea
il simbolo
e a forza di metafore
mi fanno schifo pure le poesie
perché sono vestite
troppo uguali
a un certo tipo di bugie


rivoglio il nome esatto delle cose
se mi conosci un poco
già lo sai
non vado su di giri
di parole
quasi mai.

sabato 17 settembre 2011

autoritratto (villa Pamphili)

chi sa

se avrò di nuovo nostalgia

di voi

adesso no

ho nostalgia di ovunque

non voglio più chiamare casa un luogo più di un altro

mi basta parlare dicendo

le stesse cose che penso,

mi sento a casa

mi sento a casa nei miei sandali

nella mia grafia da medico

dicevi da maschio

mi sento a casa nelle mie tasche

dove manca sempre

qualcosa

e trovo sempre

una sorpresa

mi sento a casa

qui

anche se prima c'era un grande scivolo

qui

e non c'è più

tra il silenzio fresco

il rumore

dei tosaerba

la mattina presto

c'erano tre altalene

una era rotta

ora ci sono

tre buchi nel prato

e foto sfocate

e cose finite

le altalene riposano in pace

che importa?

sto a piedi scalzi

sul mondo

mi basta

martedì 6 settembre 2011

alla mia strada e al mondo

soltanto alla mia strada posso dire -ti appartengo-
alla mia strada, e dopo solo al mondo
però sono altri i luoghi
dove sono stata viva
i metri d'aria tra una roccia e il mare
i metri d'acqua in cui non sei sicuro
che riuscirai di nuovo
a respirare
per pochi istanti due tre quattro letti
sfondati tutti sotto il peso di un tiamo d'ordinanza
scomodi al primo seibellissima
di circostanza
per primo forse un lungo corridoio,
-sorpresa-
ci si può davvero correre
entrare per la prima volta
nella nuova scuola,
la voce mai sentita del verbo decidere
-anche se acerba- mi suonava così dolce
gli amici dentro, fuori i professori
i loro sguardi obliqui
il giorno in cui ho scoperto
anche senza volerlo
anche se tardi, però veramente
che se si sta sul mondo
si sta da un parte, sempre.