a nord di qui lo zaino a righe nero
è stato tutti i giorni casa mia
svuotarlo è stato il mio solo partire
ora ne ho una tremenda nostalgia
vorrei guardare
la città negli occhi
e dirle
è stato bello ma non ti amo più
ma come fai?
con questo mare e queste strade
come fai?
tornando a casa
facevamo il gioco
di pensare ad una cosa
e indovinarla
senza dirne il nome
una volta mi distrassi
-la luna-
dissi
e persi.
E' che io voglio dire il nome delle cose
e invece qui si gioca sempre a questo gioco
e non ho cinque anni
ormai
mi dà la nausea
il simbolo
e a forza di metafore
mi fanno schifo pure le poesie
perché sono vestite
troppo uguali
a un certo tipo di bugie
rivoglio il nome esatto delle cose
se mi conosci un poco
già lo sai
non vado su di giri
di parole
quasi mai.
2 commenti:
Pure quando parlo,
in prosa,
mi succede uguale.
Mi sembra di mentire,
o prendere in giro tutti
e me stesso.
Ma non ci casco io,
perchè mi conosco troppo bene.
E allora leggo quello che hai scritto,
e mi sorprendo a deglutire
quantità enormi
di saliva.
Bella Giù...
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