lunedì 17 ottobre 2011

è che io voglio dire il nome delle cose

a nord di qui lo zaino a righe nero
è stato tutti i giorni casa mia
svuotarlo è stato il mio solo partire
ora ne ho una tremenda nostalgia
vorrei guardare
la città negli occhi
e dirle
è stato bello ma non ti amo più

ma come fai?
con questo mare e queste strade
come fai?

tornando a casa
facevamo il gioco
di pensare ad una cosa
e indovinarla
senza dirne il nome
una volta mi distrassi
-la luna-
dissi
e persi.

E' che io voglio dire il nome delle cose

e invece qui si gioca sempre a questo gioco
e non ho cinque anni
ormai
mi dà la nausea
il simbolo
e a forza di metafore
mi fanno schifo pure le poesie
perché sono vestite
troppo uguali
a un certo tipo di bugie


rivoglio il nome esatto delle cose
se mi conosci un poco
già lo sai
non vado su di giri
di parole
quasi mai.

2 commenti:

Antonio ha detto...

Pure quando parlo,
in prosa,
mi succede uguale.
Mi sembra di mentire,
o prendere in giro tutti
e me stesso.
Ma non ci casco io,
perchè mi conosco troppo bene.
E allora leggo quello che hai scritto,
e mi sorprendo a deglutire
quantità enormi
di saliva.

Che festa ha detto...

Bella Giù...